sabato 13 agosto 2016

Crema di mandorle spalmabile

Buongiorno! Oggi avevo voglia di qualcosa di dolce, siccome ho in mente di realizzare nei prossimi giorni qualche brioche integrale da farcire e avendo le mandorle in dispensa, ho pensato di preparare una crema spalmabile, modificando la mia ricetta, ormai collaudata, della nocciolata vegana, e il risultato mi ha decisamente sorpresa. Per questo tipo di crema avete bisogno di un frullatore potente altrimenti rischiate di surriscaldarlo e romperlo.


Ingredienti:
200 gr. di mandorle pelate e tostate
150 gr. di zucchero di canna integrale
50 gr. di cioccolato fondente
50 gr. di olio di semi a vostro piacimento, o anche olio di riso, o di oliva leggero
100 ml. circa di bevanda di soia (meglio se non dolcificata, altrimenti rischiate che vi venga troppo dolce, nel caso riducete la quantità di zucchero)
Semi di 1/2 bacca di vaniglia, o un pizzico di cannella

Mettete lo zucchero nel frullatore e frullate per 5 minuti circa, aggiungete poi le mandorle e continuate a frullare per qualche altro minuto. Unite poi l'olio, frullate un altro minutino e aggiungete il latte vegetale, frullate per altri 3-4 minuti. Ora, potete anche lasciarla così se la volete chiara, unendo solo la vaniglia o la cannella. Ma se vi piace potete grattugiare il cioccolato fondente e unirlo alla crema mettendola sul fuoco a scaldare per amalgamare il tutto e permettere al cioccolato di sciogliersi bene. Se vi piace meno densa unite un altro po' di latte vegetale. Toglietela dal fuoco, mettetela in un contenitore, copritela a contatto con la pellicola trasparente e lasciatela raffreddare. Chiudete con il tappo e consumatela come preferite :)

martedì 9 agosto 2016

Peperoni imbottiti

Rieccomi :) Oggi vi propongo una ricetta deliziosa, tipica del Sannio, ma che potete trovare con infinite varianti in tutta la Campania e anche altrove. E' una ricetta prettamente estiva, ma non per questo leggera, anche se cercheremo per quanto possibile di alleggerirla un po' :P Si tratta dei peperoni imbottiti che si preparano con una varietà chiamata "cornetti", dalla pelle dolce e sottile. Questo tipo di peperone è ottimo da consumare anche crudo. Tradizionalmente i peperoni imbottiti andrebbero fritti, prima dritti a testa in giù nell'olio bollente, giusto il tempo che il ripieno di pane faccia la crosticina, dopodiché vanno stesi nell'olio e girati continuamente per una quindicina di minuti circa, finché la pelle non risulta morbida e leggermente abbrustolita, ma noi li cuoceremo al forno e verranno ottimi lo stesso, nessuno però vi vieta di friggerli in padella se vi va ;) I peperoni imbottiti sono un classico delle gite fuori porta e dei pic-nic perché danno il meglio di sé freddi. Infatti quasi sempre vengono consumati il giorno dopo la cottura. La ricetta tradizionale prevede qualche alice sott'olio e pecorino, per ovviare a questo utilizzeremo capperi dissalati e pomodori secchi insieme a quelli freschi. Iniziamo!


Ingredienti:
9-10 peperoni cornetto
400 gr. di mollica di pane (solitamente si usa il pane bianco, ma potete provare anche con quello integrale, di farro, o di grano duro)
acqua q.b.
olio extravergine di oliva q.b.
sale q.b.
un cucchiaio di capperi dissalati
10 olive nere, o olive di Gaeta
una manciata di pomodori secchi
4 pomodorini pachino
1 spicchio d'aglio
una manciata di prezzemolo (noi aggiungeremo anche un pizzico di origano secco e una manciata di foglie di basilico fresco)
una manciata di pecorino grana, oppure del lievito alimentare o anche niente se preferite

Lavate i peperoni e asciugateli. Tagliate le calotte e togliete i semi. Ammollate la mollica di pane nell'acqua, strizzatela bene e sbriciolatela in una ciotola. Unite tutti gli ingredienti tritati finemente e infine unite anche un paio di cucchiai di olio evo. Iniziate ad impastare, se dovesse risultarvi troppo asciutto unite appena un goccio di acqua, state attenti a non esagerare altrimenti viene un pastrocchio molle. Alcuni usano l'uovo, ma nella ricetta di mia nonna non è contemplato e neanche nella mia XD Assaggiate e se è il caso aggiustate di sale. Ora prendete i peperoni e riempiteli per bene, spingendo fino al fondo il ripieno. Posizionateli in una teglia unta con un filo d'olio, salate e infornate a 200° C. per 15 minuti. Girateli, salate anche l'altro lato, e continuate la cottura per altri 15 minuti circa, finché la pelle non risulterà morbida e colorita. Lasciateli raffreddare, o almeno intiepidire, prima di consumarli. Da noi quasi tutte le verdure ripiene vengono considerate "contorni" per la gioia della panza, ma onestamente io preferisco considerarli un gustoso secondo, o volendo, anche un piatto unico. Il ripieno è ottimo anche per realizzare delle polpette o per riempire altre verdure. Sperimentate e buon appetito!


sabato 2 luglio 2016

La mia pizza!!!

Buongiorno! Oggi pizzaaa!!! ^_^ Di ricette ce ne sono davvero tante, c'è a chi piace alta, a chi bassa, a chi morbida e a chi croccante, chi preferisce quella tonda cotta nel forno a legna e chi ama quella in teglia...insomma un mondo di consistenze, profumi e sapori. Ci sarebbe da fare tutto un discorso sulle farine e i lieviti, ma rimando l'argomento ad un altro post specifico, per questa volta andiamo sul semplice e parliamo della "mia" ricetta per la pizza, quella collaudata, fatta e rifatta e sempre apprezzata. In questo caso non useremo la biga né il lievito madre. Il problema grande che potreste trovarvi ad affrontare è la cottura, purtroppo non ci sono Santi davvero, all'inizio dovete imparare a conoscere il vostro forno. Io vi darò tempi e modi in base al mio forno (un fornetto elettrico con ventola), ma sappiate che non sono la regola, nel vostro forno potrebbe volerci il doppio del tempo, potrebbe esser necessario spostare la teglia durante la cottura e via dicendo...Quindi non vi scoraggiate se non vi riesce perfetta le prime volte, significa solo che dovete fare più tentativi, sperimentando, finché non capirete qual'è il metodo migliore di cottura nel vostro caso. Quante volte ho proposto con entusiasmo di preparare la mia pizza in altre cucine, ottenendo risultati davvero pessimi, rimanendoci malissimo, ciò capitava proprio perché il forno era completamente diverso dal mio. 


Ingredienti per 4 pizze tonde di 26 cm. di diametro, oppure per 2 pizze tonde da 30 cm.:
400 gr. di farina integrale, o di farro (se volete usare la farina bianca preferite la 0)
200 gr. di farina di semola di grano duro
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaino di zucchero di canna integrale, o miele
1 bustina di lievito di birra secco, o 1 cubetto di lievito di birra fresco (se avete tempo, dimezzate la quantità di lievito e raddoppiate i tempi di lievitazione)
1 cucchiaio raso di sale fino
400 ml. circa di acqua a temperatura ambiente 

Per il condimento sbizzarritevi come più vi piace, nel mio caso, ho scelto di realizzare una pizza con le melanzane:
600 gr. di passata di pomodoro
sale
4 melanzane
olio evo e peperoncino q.b.
400 gr. di scamorza (se volete usare la mozzarella, preferite la treccia, perché più asciutta e ricordatevi di tagliarla e lasciarla scolare in uno scolapasta per un'oretta), o mozzarella vegana
basilico fresco

In una ciotola versate le farine e mescolatele, create al centro una fontana e mettetevi il lievito, lo zucchero e l'olio. Sistemate il sale in una casetta lateralmente, lontano dal lievito. Aiutandovi con un cucchiaio iniziate ad amalgamare la farina con l'acqua. Versatela poco alla volta e inglobate la farina partendo dal centro, in questo modo il sale non entrerà direttamente a contatto con il lievito. La quantità d'acqua varia in base alla capacità di assorbimento della farina, che a sua volta cambia in base alle condizioni ambientali, quindi regolatevi ad occhio, potrebbe volercene di più o di meno, il risultato comunque dovrebbe essere una pasta morbida ed elastica, facilmente maneggiabile. Una volta inglobata l'acqua, posate il cucchiaio e iniziate ad impastare a mano, lavorate la pasta per un bel po', finché non risulterà uniforme e liscia. Rimettetela nella ciotola e copritela bene con la pellicola. Mettetela in un luogo riparato da correnti d'aria, al caldo e lasciatela lievitare per 4 ore. Anche i tempi di lievitazione variano in base alla temperatura dell'ambiente e all'umidità, in estate la lievitazione è più veloce, in inverno più lenta, quindi regolatevi anche in base a questo fattore. Non fatela però lievitare mai meno di 3 ore, un impasto ben lievitato è l'elemento fondamentale per ottenere un buon risultato e renderla più digeribile. Evitate di aggiungere lievito per ridurre ulteriormente i tempi di cottura, perché otterrete un prodotto pesante e difficile da digerire.
Mentre la pasta lievita, preparate le melanzane. Lavatele e tagliatele a cubetti. Cuocetele in padella con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio. Salate quanto basta e completate la cottura. Tagliate anche a cubetti la mozzarella.
Prendete quattro teglie da 26 cm. di diametro e ungetele con sottile strato di olio evo, aiutatevi con un tovagliolo di carta assorbente, in modo da assorbire l'eccesso. Con le mani unte, dividete con delicatezza la pasta in quattro parti e mettete ogni pezzo in una teglia, schiacciandolo delicatamente con la punta delle dita. Coprite con un canovaccio asciutto e lasciate riposare per un'altra oretta. Preriscaldate il forno al massimo della temperatura, intorno ai 220° C., impostate il ventilato se il vostro forno ha questa opzione. Trascorso il tempo, allargate i dischi di pasta con i polpastrelli, fino a riempire la teglia. Versate la salsa sulle pizze, aggiungete un pizzico di sale e con il dorso di un cucchiaio stendetela sulla superficie. Unite un filo di olio evo, del peperoncino se vi piace e i tocchetti di melanzane. Infornate una pizza alla volta, a meno che non abbiate la fortuna di avere un forno grande che possa contenere due teglie. Mettete la teglia nel ripiano più basso e lasciate cuocere per una decina di minuti, finché la base non è dorata. Spostatela poi nel ripiano di mezzo, aggiungendo la mozzarella e lasciatela cuocere per altri cinque minuti, finché la mozzarella non sarà sciolta e la cornice della pasta non si sia dorata. Ripeto, per il vostro forno potrebbe volerci più tempo, quindi regolatevi di conseguenza. Prima di gustarla, potreste anche spolverarla con del grana o del lievito alimentare. Aggiungete qualche profumata foglia di basilico e buon appetito! :)


mercoledì 22 giugno 2016

Pasta con i peperoni

Non so voi, ma io amo alla follia i peperoni, per non parlare della pasta fresca di grano duro aww :3 Oggi quindi vi propongo uno dei miei piatti forti ^_^ Useremo la pasta fresca di semola di grano duro, nello specifico gli scialatielli, mi riservo di darvi la ricetta per farli in casa in un altro momento, per ora usiamo quelli confezionati. Potete sostituirli con qualsiasi formato di pasta secca che preferite, ma io vi consiglio comunque la pasta corta, tipo tortiglioni, fusilli, pennoni, riccioli o paccheri...Detto questo, siete pronti? Grembiule allacciato e cucchiarella alla mano, ora iniziamo!



Per 3-4 persone (dipende da quando mangiate eheheh)
1 peperone rosso grande
1/2 cipolla bianca
8 pomodorini pachino o datterini
6 olive nere
4 cucchiai di salsa di pomodoro
olio evo, peperoncino, origano, basilico q.b.
500 gr. di scialatielli freschi
grana, lievito alimentare, o mandorle (facoltativo)

Per rendere i peperoni più digeribili gli esperti suggeriscono di spellarli, dopo averli scottati su una griglia, ma io onestamente non lo faccio mai, li mangio anche crudi XD Versate in una padella 4 cucchiai di olio di oliva. Tritate finemente la cipolla e i peperoni. Metteteli in padella, aggiungete giusto un pizzico di sale per aiutare la fuoriuscita di liquidi, coprite con un coperchio e lasciate cuocere per 5 minuti, dopodiché aggiungete un goccio d'acqua e continuate la cottura per un'altra decina di minuti. Nel frattempo tagliate i pomodorini e uniteli ai peperoni, insieme alla salsa. Salate e aggiungete peperoncino a vostro piacimento.Coprite nuovamente e lasciate cuocere per un quarto d'ora, avendo cura di unire un po' di acqua per non far asciugare troppo il sugo. Intanto mettete la pentola con l'acqua per la pasta sul fuoco. A fine cottura unite al sugo le olive nere tritate, un pizzico di origano e foglie di basilico spezzettate a mano. Salate l'acqua, quando bolle (circa 10 gr. di sale grosso per ogni litro d'acqua) e buttatevi la pasta. Una volta cotta, saltatela in padella con il sugo e godetevela. Se volete, potete aggiungere anche del grana grattugiato non troppo stagionato, o del lievito alimentare, ma quello che vi suggerisco io e vi assicuro che ci sta da dio, è un mix di mandorle tritate finemente (2 cucchiai) e pangrattato (1 cucchiaio), il tutto tostato in padella con un cucchiaio di olio, alla fine potete miscelarvi anche 1 cucchiaio di lievito alimentare, prima di usarlo. Provate le varie opzioni per capire quale preferite.Buon appetito!

lunedì 20 giugno 2016

Focaccine delle Fate

Eccoci qui alla prima ricetta! Siccome siamo in Luna piena e questa sera sarà il Solstizio d'Estate, ho pensato di inaugurare il blog con una ricettina semplice e veloce, tutta dedicata alle fate, che nella notte di Mezza Estate danzano luminose, tessendo dolci incanti, sotto l'astro d'argento. Di certo apprezzeranno, come voi, queste piccole focaccine che contengono tutti ingredienti di cui vanno notariamente ghiotte. Queste focaccine hanno une bella crosticina croccante, sono profumate, leggermente dolci, e adatte anche per uno spuntino, o al mattino, per colazione. Quindi, adesso, grembiule allacciato e cucchiarella alla mano...1 2 3...iniziamo! :D 



Ingredienti per 6 focaccine:
200 gr. di acqua
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di miele, o in alternativa sciroppo di malto o d'acero
2 cucchiaini di sambuca, o liquore strega
buccia di mezzo limone
200 gr. di farina integrale, o di farro
50 gr. di farina d'avena
1/2 bustina di lievito di birra secco, o 1/2 cubetto di lievito di birra fresco
se vi piacciono, potreste aggiungere, una manciata di fiorellini di sambuco, biancospino, o di trifoglio, ovviamente non trattati.

olio d'oliva
acqua
zucchero integrale di canna

In una ciotola versate l'acqua, il lievito, il miele/sciroppo, la buccia di limone e il liquore. Unite anche i fiori se pensate di usarli. Setacciate le farine e unitelo al liquido, mescolando velocemente con un cucchiaio, alla fine unite il sale. La consistenza sarà collosa e morbida. Coprite con della pellicola e lasciate lievitare per un paio d'ore. Prendete 6 stampini da crostatine di circa 10 cm. di diametro, foderateli con della carta da forno bagnata e strizzata e versatevi all'interno l'impasto, distribuendolo in quantità uguali. Lasciate lievitare per un'altra mezz'ora. Preriscaldate il forno a 200° C. In un bicchiere miscelate 1 cucchiai di acqua con 2 cucchiai di olio di oliva e ungete la superficie delle focaccine, realizzando i classici buchini. Spolverate con zucchero integrale e infornate per 10 minuti. Abbassate la temperatura a 150° C. e lasciate cuocere per altri 10-15 minuti, finché non saranno ben dorate. Lasciate raffreddare e buon appetito!!! ^_^

domenica 19 giugno 2016

Benvenuti/e! Mi presento.

Eccomi qui! 
Mi chiamo Antonella, ma molti/e mi conoscono con il nome di Alma, sono nata nel 1985 e sono una gran golosona :) Amo cucinare praticamente da sempre e non credo di ricordare un'età in cui io non abbia pasticciato in qualche modo tra i fornelli. Il cibo per me è sempre stato croce e delizia e la mia bilancia non si risparmia di ricordarmelo ogni volta che ci incontriamo eheheh Ma non ci posso far niente, mi piace mangiare e mi rilassa cucinare. Ultimamente ho maturato un certo interesse per la cucina vegetariana e vegana e nella speranza di riuscire a rendere la mia alimentazione più regolare, leggera e sana, ho pensato di creare questo blog per aiutarmi e condividere contemporaneamente le mie nuove ricette. I cambiamenti si sa, sono sempre difficili da digerire e la tentazione di tornare alle vecchie abitudini è sempre dietro l'angolo, ancor di più se si è una torella pigra come me :P
Qualcuno afferma che il futuro è veg e di certo sempre più persone scelgono un'alimentazione vegetale, io ho fatto il salto l'8 luglio 2019 e sono felicissima di questa scelta che mi ha cambiato la vita e migliorato notevolmente la salute. Si potrebbero fare discorsi etici, ambientalisti e anche salutisti, ma io credo che l’unica cosa innegabile e oggettiva è che ognuno debba sentirsi libero di scegliere consapevolmente cosa è meglio per sé stesso/a, per il proprio corpo e per il proprio cammino, senza interferire con le scelte degli altri e delle altre, meritando per questo tutto il rispetto dovuto, l'importante è che le scelte che facciamo siano consapevoli e fonte di benessere e serenità. Non gradisco le mancanze di rispetto e gli estremismi, di qualsiasi natura, quindi, sia da una parte che dall'altra, non trovo carino chi, spesso per preconcetti, aggredisce, critica, giudica, insulta, o si arroga il diritto di essere detentore di verità assolute e di saggezza infusa, per cui qui troverete solo civiltà e pacato rispetto.
Tornando a me, ho scoperto la cucina vegana un po’ per esigenza, anche pratica, un po’ per estrema curiosità. Essendo una donna che ama il cibo e tutto ciò che vi ruota intorno, in modo quasi erotico, mi sono trovata sempre più spesso ad aver a tavola persone vegetariane, o vegane. Ho dovuto quindi addentrarmi in questo mondo nuovo per poter soddisfare i loro palati e anche quelli degli altri, evitando così di cucinare cose diverse, ma cercando di rendere piacevole e soddisfacente per tutti l’esperienza e il tempo condiviso a tavola. 
Sono una donna che ama sperimentare nuovi sapori e nuove consistenze, quindi per me la cucina vegana rappresenta uno stimolo enorme, ho scoperto sapori e prodotti che non conoscevo e ho ri-scoperto alimenti che non consumavo abitualmente e di cui innamorata follemente. La necessità e la possibilità di autoprodurre quasi tutto, rende la cosa ancora più elettrizzante e la scoperta di nuove tecniche è quasi eccitante, certo richiede più tempo ed organizzazione, ma che soddisfazione quando si raggiunge il risultato desiderato! Lo scoprire la possibilità di creare alternative valide e altrettanto buone, ai prodotti tradizionali, ma anche l’uso di nuove farine e di nuovi ingredienti, mi ha fatto tornare indietro all’infanzia. Ricordo le emozioni e il gioco che accompagnavano il tempo trascorso in cucina, quando iniziavo a scoprire i processi di trasformazione dei cibi, le ricette della tradizione, per poi far spazio alla fantasia e ai sensi, nella creazione di ricette mie, o improvvisate, alla sperimentazione di ricette provenienti da altre parti del mondo, fino a padroneggiare bene le tecniche e gli ingredienti. 
Venendo da una cultura meridionale, in cui il cibo conserva ancora una valenza sacra e dove il riunirsi per condividere un buon pasto in allegria è ancora un atto che aiuta a rinsaldare i legami e a stemperare le tensioni, è stato semplice da un certo punto di vista, in quanto la nostra tradizione culinaria è piena di ottime ricette a base di verdure, che facilmente si possono alleggerire e modificare, senza che il sapore ne faccia le spese. Ma dall’altra parte, la difficoltà è data dalla grande abbondanza di carne, salumi, uova, latticini e pesce nei deliziosi rustici, primi e secondi il cui solo profumo è capace di “resuscitare i morti”, spalancare lo stomaco e sciogliere il cuore in un mare di ricordi e calore. Infatti, proprio le mie radici campane mi hanno fatto titubare all’inizio, è stata dura accettare l’idea di dover rinunciare a certe delizie, quindi la prima sfida è stata trovare la ricetta perfetta, le giuste sostituzioni, per non sacrificare i piatti tipici che tanto mi hanno coccolata durante la mia vita.
La spinta più grande è arrivata, come sempre accade, dal cuore, più che dallo stomaco. Incontrare una persona davvero speciale, che ha fatto una scelta così netta, ha fatto leva sul mio istinto naturale di accudire e nutrire chi amo e questa è stata la motivazione definitiva. 
L’idea di questo blog nasce proprio da questo bisogno di dare amore, nutrimento e sostegno attraverso il cibo...e se facendo ciò, si può anche far del bene al nostro pianeta, perché non farlo?!?
Ricordiamoci che il cibo è energia, ogni alimento è composto da una certa percentuale di acqua, che per sua natura memorizza e conduce, quindi esso assorbe le emozioni e i pensieri di chi lo prepara trasferendoli poi a chi lo ingerisce, non è quindi una sciocchezza ciò che spesso le nonne ripetevano, ossia che non si dovrebbe cucinare quando si è arrabbiati se non si vuole avvelenare anche gli altri e che è bello invece cantare e ridere mentre lo si fa. E’ anche vero che la cucina è un’ottima valvola di sfogo che può trasformare la rabbia e la frustrazione in qualcosa di positivo, esattamente come i singoli alimenti si sposano insieme e si trasformano per diventare qualcosa di delizioso. Lasciate quindi le tensioni fuori dalla cucina quando preparare per altri e divertitevi a sperimentare e a giocare, come i bambini, riempite la vostra vita di gusto, colore e profumo…un pizzico di sale qui, un po’ di cannella lì e la magia è fatta! Benvenute/i intorno al mio Focolare!